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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Parmenide e Zenone

  Parmenide e la scoperta dell’essere Parmenide è il filosofo che più di ogni altro ha posto al centro del suo pensiero la domanda sull’essere. È lui che, per la prima volta nella storia della filosofia, si chiede cosa significhi “essere” e se si possa davvero pensare o parlare di ciò che “non è”. La risposta che dà è radicale: il non-essere non esiste e non può neppure essere pensato. Solo l’essere è, e può essere oggetto di pensiero. Da questa affermazione nasce una visione del mondo che cambierà per sempre la filosofia occidentale. Parmenide vive a Elea (oggi Velia), una colonia greca nel sud dell’Italia, in un ambiente colto e aristocratico. A differenza di Eraclito, che vedeva l’universo come un flusso in continuo cambiamento, Parmenide difende una concezione statica, in cui tutto è unità, stabilità e permanenza. Scrive la sua opera, Sulla natura, in versi poetici, come si usava ancora al suo tempo. Per lui, la poesia non è solo un modo artistico di esprimersi, ma anche il lin...

Eraclito

  Eraclito e l’esperienza del divenire Nei paragrafi che seguono ci soffermiamo sul pensiero di Eraclito, uno dei filosofi più affascinanti e misteriosi dell’antichità. Secondo lui, ogni cosa nell’universo è soggetta al cambiamento: nulla resta fermo, tutto scorre e si trasforma senza sosta. Alla base di questo continuo mutare, però, non c’è il caos, ma una legge universale che tiene insieme gli opposti in una sorta di armonia profonda. Un pensatore solitario Eraclito visse a Efeso, in Asia Minore, tra il VI e il V secolo a.C. La sua riflessione si collega in parte alla tradizione dei filosofi di Mileto, che cercavano di spiegare la natura attraverso principi razionali. Tuttavia, Eraclito si distingue per la sua indipendenza di pensiero: affermava di non aver avuto maestri e di aver conquistato la propria sapienza da solo. Le fonti antiche lo descrivono come un uomo orgoglioso, aristocratico e in disaccordo con i concittadini di Efeso, che allora era una città a governo democratico...

Pitagora e i pitagorici

  Pitagora e la nascita della scuola di Crotone Dopo il declino della scuola di Mileto, la cultura greca trovò una nuova casa nelle colonie dell’Italia meridionale e della Sicilia, quella che i Greci chiamavano Magna Grecia. Fu proprio qui, a Crotone, che arrivò Pitagora, fuggito dalla sua isola natale, Samo, dove il potere tirannico aveva reso impossibile la vita per chi, come lui, apparteneva all’aristocrazia. A Crotone, Pitagora fondò una comunità del tutto nuova: la Fratellanza Pitagorica, una scuola che era allo stesso tempo filosofica, religiosa e politica. Diversamente dai filosofi di Mileto, interessati soprattutto a capire la natura, Pitagora univa la ricerca razionale a un profondo senso spirituale. La sua figura era circondata da un’aura quasi divina, e i suoi discepoli lo veneravano come un maestro illuminato. La scuola pitagorica aveva regole severe, simili a quelle di una setta religiosa. Tutti i beni erano condivisi, si praticava una vita sobria e si seguivano norme ...

L' A'perion di Anassimandro e L'archè di Anassimene

  Anassimandro e Anassimene: alla ricerca dell’origine di tutto Dopo Talete, i filosofi di Mileto continuano la grande impresa di comprendere l’archè, cioè il principio originario da cui tutto deriva. Con Anassimandro e Anassimene, la filosofia greca compie un passo avanti nella ricerca di una spiegazione razionale dell’universo. Anassimandro e l’ápeiron Per Anassimandro di Mileto (VI sec. a.C.), il principio di tutte le cose non è qualcosa di materiale come l’acqua, ma una realtà indeterminata e infinita, chiamata ápeiron . L’ápeiron L’ápeiron è illimitato, eterno e divino: non ha una forma né un confine, ma è da esso che tutto nasce e in cui tutto ritorna. Anassimandro immagina un processo cosmico governato da una legge necessaria, la Díke (la Giustizia), che regola l’alternarsi e il riequilibrarsi degli opposti. Il movimento e i contrari Dal movimento eterno dell’àpeiron si generano i contrari – caldo e freddo, secco e umido, luce e buio – che danno origine a infiniti mondi. ...

introduzione alla Filosofia

    La nascita della filosofia  Contesto storico La filosofia nasce tra il VII e il VI secolo a.C. nelle colonie greche della Ionia — in particolare a Mileto, Efeso, Colofone e Samo. Queste città erano vivaci centri commerciali e culturali, dove si respirava un’atmosfera di libertà intellettuale e di apertura verso il nuovo. La nascita della filosofia è legata a importanti cambiamenti sociali e politici: Si forma una nuova classe di cittadini ricchi e intraprendenti, che comincia a mettere in discussione il potere dell’aristocrazia. Nascono le prime forme di democrazia, basate sull’isonomía, cioè l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Si sviluppa una mentalità critica e libera, terreno ideale per la nascita del pensiero razionale e filosofico.  Le modalità della ricerca filosofica La ricerca filosofica è un processo di elaborazione e trasmissione del pensiero. A differenza delle spiegazioni mitologiche, essa si basa su: Osservazione della realtà, Uso della ragi...

introduzione

 questo è il blog di Christian Cibin della classe 3b del lice G.Pascoli di Bolzano A.S 2025/2026