la teoria delle idee
Platone e la ricerca della verità
Quando si inizia a studiare Platone, ci si accorge subito che il suo pensiero nasce da una domanda molto concreta: come possiamo essere sicuri di conoscere la verità?
Platone riprende questa domanda proprio da dove l’aveva lasciata Socrate.
Socrate sosteneva che la conoscenza rende l’anima buona e virtuosa: se una persona conosce davvero ciò che è bene, non può scegliere il male. Ma questa affermazione lascia aperto un problema enorme: che cos’è il bene? E soprattutto, come possiamo conoscerlo con certezza?
Da qui parte tutta la riflessione filosofica di Platone.
Il problema della verità
Platone capisce subito che i sensi non bastano per trovare una verità sicura.
Nella vita quotidiana, infatti, le persone danno definizioni diverse del bene: per qualcuno è il piacere, per altri è la salute, per altri ancora è l’assenza di dolore.
Questo significa che l’esperienza sensibile cambia da persona a persona. Quello che per me è giusto o buono potrebbe non esserlo per qualcun altro.
Questa idea era già stata sviluppata dai Sofistica, che sostenevano il relativismo: secondo loro non esiste una verità assoluta, ma solo opinioni diverse.
Platone però non accetta questa conclusione.
Se tutto fosse relativo, non potremmo mai arrivare a una conoscenza sicura.
Per spiegare il suo ragionamento, Platone fa un esempio molto semplice: quando diciamo
“Socrate è buono”
“gli dèi sono buoni”
“quest’acqua è buona”
stiamo usando sempre la stessa parola: buono.
Ma perché possiamo usarla in contesti così diversi?
Secondo Platone è possibile solo perché esiste qualcosa di stabile e universale che chiamiamo Bontà. Questa realtà non dipende dalle singole cose, ma esiste di per sé.
Ed è proprio questa intuizione che porta Platone alla sua teoria più famosa: la teoria delle idee.
“Socrate è buono”
“gli dèi sono buoni”
“quest’acqua è buona”
La “seconda navigazione”
Nel dialogo Fedone, Platone racconta la nascita di questa teoria usando una metafora marinaresca: quella della seconda navigazione.
La prima navigazione rappresenta il tentativo dei filosofi naturalisti di spiegare il mondo attraverso elementi materiali come acqua, aria o fuoco.
Platone inizialmente segue questa strada, ma ne rimane deluso. Le spiegazioni puramente materiali non riescono a spiegare davvero il senso e la causa delle cose.
Così il filosofo decide di intraprendere una seconda navigazione, cioè una ricerca che non si affida più ai fenomeni sensibili ma alla ragione.
Per capire questo passaggio Platone fa un esempio famoso: se ci chiediamo perché Socrate è in carcere, possiamo dire che il suo corpo si trova lì perché ha muscoli e ossa che gli permettono di stare seduto. Ma questa non è la vera causa.
La vera ragione è morale: Socrate ha scelto di rispettare le leggi della città e di accettare la condanna.
Quindi esiste un tipo di spiegazione più profonda di quella materiale.
Ed è proprio cercando queste cause superiori che Platone arriva al mondo delle idee.
Che cosa sono davvero le idee
Oggi la parola “idea” significa semplicemente un pensiero nella nostra mente.
Per Platone invece le idee sono qualcosa di molto diverso: sono realtà vere e proprie, indipendenti da noi.
Le idee sono:
eterne
immutabili
perfette
intelligibili (cioè conoscibili solo con la ragione)
Platone immagina che esistano in una dimensione chiamata iperuranio, che significa letteralmente “al di là del cielo”, cioè oltre il mondo visibile.
Le idee rappresentano il vero essere, mentre le cose materiali sono solo copie imperfette.
Ad esempio:
esiste l’idea di Bellezza
esiste l’idea di Giustizia
esiste l’idea di Uguaglianza
Quando giudichiamo qualcosa bello o giusto, stiamo facendo riferimento a queste idee.
eterne
immutabili
perfette
intelligibili (cioè conoscibili solo con la ragione)
esiste l’idea di Bellezza
esiste l’idea di Giustizia
esiste l’idea di Uguaglianza
Quando giudichiamo qualcosa bello o giusto, stiamo facendo riferimento a queste idee.
Il rapporto tra idee e realtà
Platone non pensa però che il mondo delle idee e quello sensibile siano completamente separati. Tra i due esiste un rapporto preciso.
Il filosofo lo spiega attraverso tre concetti.
1. Mimèsi (imitazione)
Le cose del mondo sensibile imitano le idee.
Ad esempio una sedia costruita da un artigiano imita l’idea di Sedia, che rappresenta il modello perfetto.
2. Metessi (partecipazione)
Le cose partecipano della perfezione delle idee.
Un’azione è giusta perché partecipa dell’idea di Giustizia.
3. Parusia (presenza)
Le idee si manifestano nelle cose sensibili.
Quando vediamo qualcosa di bello, in qualche modo si rende visibile l’idea della Bellezza.
Il superamento del relativismo dei sofisti
Grazie alla teoria delle idee, Platone pensa di aver superato definitivamente il relativismo dei sofisti.
La verità non dipende più dall’opinione degli uomini.
Il criterio per giudicare le cose è il mondo delle idee, che è universale e valido per tutti.
Questo ha anche una conseguenza molto importante: la possibilità del dialogo.
Se esistono valori universali, gli uomini possono discutere, confrontarsi e cercare insieme la verità.
La gerarchia delle idee
Il mondo delle idee non è un insieme disordinato. Platone immagina una struttura gerarchica.
Tra le idee troviamo:
idee morali (Bene, Giustizia, Bellezza)
idee matematiche (numero, cerchio, triangolo)
idee di oggetti naturali (uomo, animale)
idee di oggetti artificiali (letto, tavolo, casa)
Ma sopra tutte esiste un’idea superiore: l’Idea del Bene.
Nel dialogo Repubblica, Platone paragona il Bene al sole.
Così come il sole illumina le cose rendendole visibili, il Bene illumina le idee e permette alla mente di conoscerle.
Per questo il Bene è la causa di tutto ciò che è buono e bello.
idee morali (Bene, Giustizia, Bellezza)
idee matematiche (numero, cerchio, triangolo)
idee di oggetti naturali (uomo, animale)
idee di oggetti artificiali (letto, tavolo, casa)
Il confronto con Parmenide
Platone riprende alcuni aspetti della filosofia di Parmenide, secondo cui l’essere è eterno e immutabile.
Anche le idee hanno queste caratteristiche.
Tuttavia Platone supera un limite della filosofia parmenidea: l’idea di un essere unico e immobile.
Nel dialogo Sofista, Platone spiega che l’essere non è una realtà unica e statica, ma una pluralità di idee in relazione tra loro.
Ogni idea è:
identica a se stessa
diversa dalle altre
Questo significa che anche il “non essere” ha un ruolo: non indica il nulla assoluto, ma semplicemente la differenza tra le cose.
Dire che l’uomo non è una scimmia non significa parlare del nulla, ma riconoscere una differenza tra due realtà.
identica a se stessa
diversa dalle altre
Una svolta decisiva nella storia della filosofia
La teoria delle idee rappresenta una svolta fondamentale nella storia del pensiero occidentale.
Per la prima volta viene affermata in modo chiaro l’esistenza di due livelli della realtà:
il mondo sensibile, mutevole e imperfetto
il mondo intelligibile, eterno e perfetto
Secondo Platone solo la ragione può condurci a questa dimensione più alta.
Ed è proprio in questo tentativo di trovare una verità universale e stabile che nasce una delle filosofie più influenti di tutta la storia.
il mondo sensibile, mutevole e imperfetto
il mondo intelligibile, eterno e perfetto
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